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La nanna da soli o la nanna in compagnia?

  • Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE
  • 10 set, 2024

Per quanto riguarda il momento in cui il neonato lascia la camera dei genitori, non c'è una ricetta universale: varia infatti secondo i paesi e il tipo di famiglia.

Per quanto riguarda il momento in cui il neonato lascia la camera dei genitori, non c'è una ricetta universale: varia infatti secondo i paesi e il tipo di famiglia.

Dormire nella stanza dei genitori non vuol dire dormire nel loro letto. Il neonato può avere uno spazio che non è necessariamente il letto dei genitori. Ciò gli dà la sicurezza che gli permetterà piano piano di non avere più bisogno di tale condivisione. Non deve durare troppo per non creare dipendenza che ostacola, a lungo andare, la capacità del bambino di star bene per conto proprio e di riaddormentarsi da solo dopo i microrisvegli notturni.

Anche la qualità del sonno dei genitori è molto importante poiché se il piccolo dorme nel letto dei genitori, loro dormono male per paura di disturbarlo. Si deve trovare l'equilibrio tra il contatto fisico e la distanza. È tutta una questione di equilibrio, ma più tardi il neonato si abituerà a dormire nella sua stanza, più sarà complicato!


Quando i bambini crescono e il loro sonno diventa più fragile è importante che vengano seguite alcune semplici regole che lo aiuteranno a dormire meglio, in particolare:


•⁠ ⁠Seguire il ritmo naturale del bambino nel primissimo periodo e indurlo progressivamente a fare dei sonnellini regolari, uno la mattina, uno il pomeriggio. Seguendo i suoi ritmi, rinuncerà a quello del mattino, in un'età che varia da bambino a bambino.


•⁠ ⁠Osservare e conoscere i bisogni specifici del bambino e tenerne conto. Ci sono bambini che dormono poco e altri che dormono tanto, ma la maggior parte ha bisogno di andare a letto presto per dormire tranquillamente.


•⁠ ⁠Per quanto possibile, non svegliare mai un bambino che dorme, soprattutto nelle prime tre settimane di vita, con eccezioni, ovviamente, per i piccoli con gravi problemi di salute che necessitano cure mediche.


•⁠ ⁠Instaurare una piccola routine rassicurante e piacevole prima di andare a dormire, ma senza rigidità, in modo che nessun elemento di tale routine diventi indispensabile, poiché può creare dipendenza e a lungo andare infastidire il bambino invece di rassicurarlo. È importante creare un clima disteso intorno al sonno, senza farne un obbligo. Le piccole frasi «Buon riposo, a più tardi» e «Buona notte, a domani mattina» fanno capire al piccolo se si tratta del riposo pomeridiano o del sonno notturno. Se è agitato, ricordiamogli che gli vogliamo tantissimo bene, anche quando sta dormendo. Diciamolo spesso. Possiamo offrirgli un oggetto che ha un odore familiare, e questo contribuisce a rassicurarlo, o un pupazzetto (comunemente chiamato «oggetto transizionale» dai professionisti della prima infanzia).


•⁠ Evitiamo tutto ciò che fa rimanere svegli (troppe ninnenanne, le giostrine pendenti troppo stimolanti, con luci elettriche o suoni forti, dotate di motorini). Evitando la sistematicità, scongiuriamo la dipendenza. Infine, cerchiamo di sottolineare una certa differenza di comportamento fra i pasti e i cambi che avvengono di giorno e quelli di notte, per aiutare il piccolo a fare una distinzione fra i due momenti. Perciò durante la notte dobbiamo essere estremamente calmi, parlare a bassa voce ed evitare di accendere la luce.


•⁠ ⁠Far prendere al bimbo confidenza con il suo lettino, evitando l'abitudine ad addormentarsi solo in braccio o in nostra presenza, oppure bevendo qualcosa.

Cerchiamo di non correre da lui al minimo rumore se si sveglia.


Hai dei dubbi?
Non esitare a contattarci per saperne di più!

Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE 10 settembre 2024

Il nuoto è una delle prime attività che i neonati possono iniziare a fare per sviluppare una serie di competenze fisiche e cognitive. L‘ambiente acquatico offre un contesto sicuro e stimolante in cui i bambini possono esplorare il movimento. Questo tipo di attività aiuta a sviluppare la coordinazione, la forza muscolare e l’equilibrio, elementi fondamentali per il loro sviluppo motorio complessivo.

Sul piano fisico, l’attività in acqua aiuta a rafforzare il sistema cardiovascolare e respiratorio. Inoltre, i movimenti in acqua promuovono la flessibilità e la coordinazione, supportando lo sviluppo muscolare in modo equilibrato .

Dal punto di vista cognitivo, l’acqua offre stimoli sensoriali che possono accelerare lo sviluppo cognitivo, migliorando la consapevolezza spaziale e il bilanciamento.

Il nuoto per i neonati ha un impatto positivo anche sul piano emotivo e relazionale. La partecipazione ai corsi di nuoto permette ai genitori di interagire strettamente con i loro bambini, creando momenti di complicità e rafforzando il legame affettivo. Questo contatto fisico e giocoso in acqua contribuisce a creare un senso di sicurezza e fiducia nel neonato.

Dunque, uno dei grandi benefici del nuoto è la promozione della salute generale : i neonati che nuotano regolarmente tendono a dormire meglio e a sviluppare un sistema immunitario più forte, riducendo il rischio di obesità infantile. Inoltre, il nuoto favorisce la socializzazione, poiché i bambini imparano a interagire con i loro coetanei in un ambiente divertente e sicuro. Infine, l’acqua è un mezzo naturale in cui i neonati si sentono a loro agio, grazie alla memoria del liquido amniotico, il che riduce la paura dell’acqua e aumenta la sicurezza.

Il ruolo dei genitori durante le lezioni di nuoto è cruciale . La presenza rassicurante di mamma e papà offre un senso di sicurezza al neonato, facilitando l’adattamento all’ambiente acquatico. È importante che i genitori partecipino attivamente alle lezioni, seguendo le indicazioni degli istruttori e incoraggiando il bambino con dolcezza e pazienza. Questo non solo aiuta il neonato a sentirsi sicuro, ma rafforza anche il legame affettivo tra genitore e figlio.

Durante le lezioni è importante che i genitori siano coinvolti in attività di gioco che stimolino il bambino a esplorare l’acqua in modo naturale e senza forzature. Le attività ludiche, come il canto di canzoncine o l’utilizzo di giocattoli acquatici, possono rendere l’esperienza ancora più piacevole e rassicurante per il neonato.

Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE 10 settembre 2024

Noi professionisti dell’età evolutiva lo sappiamo … giocare con i più piccoli non è così facile! Spesso, infatti, i genitori arrivano da noi disorientati e senza gli strumenti necessari per poter costruire attività coinvolgenti e divertenti con i loro bambini.

Soprattutto quando si parla di neonati le mamme e i papà appaiono confusi riguardo a ciò che è più corretto proporre ai loro bambini, questo perché li vedono come figure anche troppo immature per poter portare avanti sequenze di gioco più complesse!


Di seguito vi lasciamo alcuni esempi utili che potrebbero essere utili ai neo genitori!


  • I giocattoli che oscillano o tintinnano per creare suoni sono particolarmente coinvolgenti, poiché aiutano i bambini curiosi a favorire una connessione creativa tra suono e movimento.
    Sono perfette maracas o sonagli, possibilmente costruiti con materiali leggeri, che diano un ritorno sensoriale, e con forme adeguate che facilitino la prensione.

  • Sfruttare il tempo a “pancia in giù” (tummy time) utilizzando giocattoli dai colori vivaci o che fanno rumore… ciò può aiutare ad attirare la loro attenzione e incoraggiarli a usare i muscoli del collo in modo indipendente.

  • Palestrine per neonati: nel nostro blog trovate un articolo interessante per imparare a scegliere la palestrina più adeguata.

  • Giochi causa-effetto: per esempio giochi in cui è necessario spingere, schiacciare o girare l’oggetto per attivare una funzione; oppure giochi in cui è necessario impilare (torri, cilindro con cerchi) o incastrare.

  • Lo specchio: anche un piccolo specchio in cui genitori e bambino possano specchiarsi e instaurare una sorta di gioco sulla sintonizzazione affettiva aiuta a stimolare l’intersoggettività;

  • La lettura: I libri possono essere presentati ai bambini già intorno ai sette mesi. Ovviamente si tratta di libri specificamente creati per quest’età così precoce. Presentano un’immagine per pagina che il genitore può andare a denominare. Sono fondamentali per lo sviluppo dell’attenzione focalizzata e per lo sviluppo del linguaggio.


Per saperne di più non esitate a contattarci.

Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE 10 settembre 2024

Le palestrine per neonati sono i primi giochi messi a disposizione del nostro bambino, perciò non devono essere scelte con leggerezza! E’ fondamentale che siano sicure e adatte alle esigenze dei nostri piccoli nei primi mesi di vita. Per questo devono è necessario che vengano costruite con grande attenzione per preservare il bambino da ogni pericolo. Ed è inoltre importante che i genitori siano preparati per sceglierle con consapevolezza al momento dell’acquisto.


Ma come scegliere il giusto modello?


  1. Importante che favorisca lo sviluppo sensoriale: nei primi mesi di vita è attraverso i sensi che i neonati conoscono, imparano e crescono. Le palestrine, in particolar modo, devono aiutare il bebè a sviluppare la vista, il tatto e l’udito. Devono favorire il suo sviluppo psicomotorio. Quelle migliori vengono costruite in legno, materiale caldo, resistente ed ecosostenibile, che regala al tatto piacevolissime sensazioni.

  2. Garantire la sicurezza del neonato: I bebè portano tutto in bocca, il rischio di ingerire qualcosa è alto. Quando scegliamo un giocattolo per loro, assicuriamoci che non sia costituito da piccole parti che si possono staccare. Verifichiamo anche che sia realizzato e colorato con sostanze atossiche per preservare la salute dei nostri piccolini.

  3. Evitare di sovraccaricare di stimoli: Se stimolare i sensi di un bambino è necessario per aiutarlo a crescere, sovraccaricare il piccolino di stimoli è controproducente. È inutile dare a un bimbo un gioco che non può usare. Molte palestrine sono troppo piene di luci, colori, suoni che mal si adattano a un neonato.


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