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LA DISPRASSIA

  • Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE
  • 10 set, 2024

Per disprassia intendiamo la difficoltà a programmare ed eseguire atti motori consecutivi deputati ad uno scopo preciso.

Per disprassia intendiamo la difficoltà a programmare ed eseguire atti motori consecutivi deputati ad uno scopo preciso.

In altre parole, osserviamo maldestrezza o goffaggine, che investe la motricità grossolana (correre, saltare, arrampicarsi), quella fine (costruire, incastrare, avvitare), la processazione sensoriale, la consapevolezza spaziale e l’organizzazione del pensiero.


CAMPANELLI DI ALLARME PER I GENITORI E GLI INSEGNANTI

In base all’età del bambino possiamo osservare alcuni comportamenti, o difficoltà presentate, che ci possono essere di aiuto nell’individuazione della disprassia.


Se nel tuo bambino osservi o hai notato:

  • Un ritardo nel raggiungimento delle tappe evolutive più importanti

  • Difficoltà nell’alimentazione e nel sonno durante primi anni di vita (che possono essere ancora presenti)

  • Difficoltà a rimanere seduto a lungo

  • Tendenza a inciampare in oggetti/persone

  • Andatura goffa nella corsa

  • Tendenza a cadere spesso

  • Tendenza a far cadere gli oggetti

  • Difficoltà nel salire e scendere le scale

  • Difficoltà nel pedalare col triciclo

  • Mancato senso del pericolo, ad esempio nel saltare da un muro alto

  • Difficoltà nei giochi con la palla

  • Difficoltà nella motricità fine: nell’usare la matita o le forbici o nel vestirsi, ad esempio nell’usare bottoni e cerniere

  • Maggiore tendenza a capricci e scatti d’ira

  • Mancanza di gioco simbolico (far finta di…)

  • Ritardo nella lateralizzazione


… potremmo trovarci davanti ad un quadro di disprassia.


Se ne abbiamo il sospetto, come prima cosa supportiamo il bambino durante quelli che ci sembrano i compiti più difficoltosi, senza sostituirci, ma accompagnandolo durante l’azione.


E’ molto importante non frustrare il bambino facendogli notare l’errore o paragonandolo ai pari o, peggio, a bambini più piccoli. E’ indispensabile sostenere il senso di autoefficacia sottolineando quello che sa fare e che le sue manine sono ” abili” a fare delle cose come anche i suoi ” piedini”.


A questo punto, è utile contattare uno specialista del settore che supporti le strategie del bambino e la famiglia nell’affrontare la quotidianità e la scuola.


La presa in carico precoce, e l’inizio dell’intervento riabilitativo, è estremamente importante per supportare i bambini disprattici durante il corso del loro sviluppo. Ecco perché anche genitori e insegnanti devono porre attenzione ai principali campanelli di allarme.


COME AVVIENE LA DIAGNOSI DI DISPRASSIA? 


La diagnosi viene effettuata da un gruppo di specialisti comprendente il neuropsichiatra infantile, il terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE), lo psicologo e il logopedista.


In particolare, dal punto di vista motorio, verrà effettuata da parte del TNPEE un’osservazione qualitativa di come il bambino disprattico si adatta e si organizza al nuovo setting; successivamente verranno proposti test standardizzati che quantifichino le difficoltà motorie.


Le aree indagate sono:


  • L’area della motricità grossolana (equilibrio statico e dinamico, coordinazione motoria globale)

  • L’area della motricità fine (movimenti singolarizzati delle dita, coordinazione oculo manuale)

  • L’area visuo-percettiva (integrazione visuo-motoria e percezione a motricità ridotta)

  • Il disegno


GIOCHI E SUGGERIMENTI UTILI

Nel caso siano presenti alcune difficoltà sopra elencate KEEP CALM!

Già nel contesto domestico possono essere messe in atto piccole strategie che possono sostenere il tuo bambino nel suo sviluppo. Abbiamo quindi pensato ad alcune attività da poter proporre sia individualmente che in piccolo gruppo così da coinvolgere anche fratelli o amichetti!


  • All’aria aperta o in una grande stanza, creare percorsi che abbiano al loro interno ostacoli da superare, panchetti su cui salire, cerchi in cui saltare e pedane oscillanti che esercitano l’equilibrio;


  • Utilizzare bottiglie riempite di sabbia o sassolini e una palla di medie dimensioni per coinvolgere tutta la famiglia nel gioco del bowling;


  • Utilizzare i chiodini chiedendo di riprodurre su un pannello un disegno secondo un modello dato;


  • Costruire lunghe collane con perline in cui si potrebbe aggiungere l’ulteriore difficoltà di rispettare una determinata sequenza di colori/forme precise;


  • Utilizzare plastilina o pasta di sale (da fare a casa divertendosi insieme) così da creare serpentelli e palline che possono essere pizzicate o strizzate;


Ricorda che il bambino ha bisogno di supervisione e incoraggiamento per riuscire a portare a termine il compito richiesto. Può essere utile quindi non fornire mai più di due istruzioni contemporaneamente ed assicurarsi che il piccolo sia pronto a riceverle; altra strategia può essere quella di fornire il più possibile feedback positivi in modo tale che non perda la sua autostima.

Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE 10 settembre 2024

Il nuoto è una delle prime attività che i neonati possono iniziare a fare per sviluppare una serie di competenze fisiche e cognitive. L‘ambiente acquatico offre un contesto sicuro e stimolante in cui i bambini possono esplorare il movimento. Questo tipo di attività aiuta a sviluppare la coordinazione, la forza muscolare e l’equilibrio, elementi fondamentali per il loro sviluppo motorio complessivo.

Sul piano fisico, l’attività in acqua aiuta a rafforzare il sistema cardiovascolare e respiratorio. Inoltre, i movimenti in acqua promuovono la flessibilità e la coordinazione, supportando lo sviluppo muscolare in modo equilibrato .

Dal punto di vista cognitivo, l’acqua offre stimoli sensoriali che possono accelerare lo sviluppo cognitivo, migliorando la consapevolezza spaziale e il bilanciamento.

Il nuoto per i neonati ha un impatto positivo anche sul piano emotivo e relazionale. La partecipazione ai corsi di nuoto permette ai genitori di interagire strettamente con i loro bambini, creando momenti di complicità e rafforzando il legame affettivo. Questo contatto fisico e giocoso in acqua contribuisce a creare un senso di sicurezza e fiducia nel neonato.

Dunque, uno dei grandi benefici del nuoto è la promozione della salute generale : i neonati che nuotano regolarmente tendono a dormire meglio e a sviluppare un sistema immunitario più forte, riducendo il rischio di obesità infantile. Inoltre, il nuoto favorisce la socializzazione, poiché i bambini imparano a interagire con i loro coetanei in un ambiente divertente e sicuro. Infine, l’acqua è un mezzo naturale in cui i neonati si sentono a loro agio, grazie alla memoria del liquido amniotico, il che riduce la paura dell’acqua e aumenta la sicurezza.

Il ruolo dei genitori durante le lezioni di nuoto è cruciale . La presenza rassicurante di mamma e papà offre un senso di sicurezza al neonato, facilitando l’adattamento all’ambiente acquatico. È importante che i genitori partecipino attivamente alle lezioni, seguendo le indicazioni degli istruttori e incoraggiando il bambino con dolcezza e pazienza. Questo non solo aiuta il neonato a sentirsi sicuro, ma rafforza anche il legame affettivo tra genitore e figlio.

Durante le lezioni è importante che i genitori siano coinvolti in attività di gioco che stimolino il bambino a esplorare l’acqua in modo naturale e senza forzature. Le attività ludiche, come il canto di canzoncine o l’utilizzo di giocattoli acquatici, possono rendere l’esperienza ancora più piacevole e rassicurante per il neonato.

Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE 10 settembre 2024

Noi professionisti dell’età evolutiva lo sappiamo … giocare con i più piccoli non è così facile! Spesso, infatti, i genitori arrivano da noi disorientati e senza gli strumenti necessari per poter costruire attività coinvolgenti e divertenti con i loro bambini.

Soprattutto quando si parla di neonati le mamme e i papà appaiono confusi riguardo a ciò che è più corretto proporre ai loro bambini, questo perché li vedono come figure anche troppo immature per poter portare avanti sequenze di gioco più complesse!


Di seguito vi lasciamo alcuni esempi utili che potrebbero essere utili ai neo genitori!


  • I giocattoli che oscillano o tintinnano per creare suoni sono particolarmente coinvolgenti, poiché aiutano i bambini curiosi a favorire una connessione creativa tra suono e movimento.
    Sono perfette maracas o sonagli, possibilmente costruiti con materiali leggeri, che diano un ritorno sensoriale, e con forme adeguate che facilitino la prensione.

  • Sfruttare il tempo a “pancia in giù” (tummy time) utilizzando giocattoli dai colori vivaci o che fanno rumore… ciò può aiutare ad attirare la loro attenzione e incoraggiarli a usare i muscoli del collo in modo indipendente.

  • Palestrine per neonati: nel nostro blog trovate un articolo interessante per imparare a scegliere la palestrina più adeguata.

  • Giochi causa-effetto: per esempio giochi in cui è necessario spingere, schiacciare o girare l’oggetto per attivare una funzione; oppure giochi in cui è necessario impilare (torri, cilindro con cerchi) o incastrare.

  • Lo specchio: anche un piccolo specchio in cui genitori e bambino possano specchiarsi e instaurare una sorta di gioco sulla sintonizzazione affettiva aiuta a stimolare l’intersoggettività;

  • La lettura: I libri possono essere presentati ai bambini già intorno ai sette mesi. Ovviamente si tratta di libri specificamente creati per quest’età così precoce. Presentano un’immagine per pagina che il genitore può andare a denominare. Sono fondamentali per lo sviluppo dell’attenzione focalizzata e per lo sviluppo del linguaggio.


Per saperne di più non esitate a contattarci.

Autore: Dott.ssa Francesca Palmieri TNPEE 10 settembre 2024

Le palestrine per neonati sono i primi giochi messi a disposizione del nostro bambino, perciò non devono essere scelte con leggerezza! E’ fondamentale che siano sicure e adatte alle esigenze dei nostri piccoli nei primi mesi di vita. Per questo devono è necessario che vengano costruite con grande attenzione per preservare il bambino da ogni pericolo. Ed è inoltre importante che i genitori siano preparati per sceglierle con consapevolezza al momento dell’acquisto.


Ma come scegliere il giusto modello?


  1. Importante che favorisca lo sviluppo sensoriale: nei primi mesi di vita è attraverso i sensi che i neonati conoscono, imparano e crescono. Le palestrine, in particolar modo, devono aiutare il bebè a sviluppare la vista, il tatto e l’udito. Devono favorire il suo sviluppo psicomotorio. Quelle migliori vengono costruite in legno, materiale caldo, resistente ed ecosostenibile, che regala al tatto piacevolissime sensazioni.

  2. Garantire la sicurezza del neonato: I bebè portano tutto in bocca, il rischio di ingerire qualcosa è alto. Quando scegliamo un giocattolo per loro, assicuriamoci che non sia costituito da piccole parti che si possono staccare. Verifichiamo anche che sia realizzato e colorato con sostanze atossiche per preservare la salute dei nostri piccolini.

  3. Evitare di sovraccaricare di stimoli: Se stimolare i sensi di un bambino è necessario per aiutarlo a crescere, sovraccaricare il piccolino di stimoli è controproducente. È inutile dare a un bimbo un gioco che non può usare. Molte palestrine sono troppo piene di luci, colori, suoni che mal si adattano a un neonato.


Hai ancora dei dubbi?
Non esitare a contattarci

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